… è quella che si può evitare!

Fermati, non sto scherzando! Continua a leggere, che ti racconto il perché della mia affermazione. Dopo più di 10 anni in questo pazzo, davvero pazzo settore, ne ho da dire!

Da che mondo è mondo, in Italia abbiamo nelle nostre case l’allaccio della corrente elettrica e quello del gas.

Ti sarà capitato, andando all’estero, di notare che anziché fornelli a gas venivano utilizzati quelli a resistenza elettrica, per esempio. Le ragioni, immagino ti sarai posto il quesito, sono da ricondurre
a) al clima di quel luogo,
b) alle risorse energetiche di quel Paese e
c) alle politiche energetiche dello stesso.

In Italia, dunque, ci troviamo ogni abitazione allacciata a luce e a gas. Anche quelle nuove, ma non moderne. Perché di fatto, da almeno un decennio, il mercato dell’energia e la tecnologia, impegnati assiduamente per ridurre le emissioni di CO2, grazie allo studio del clima, dell’inquinamento e al progresso tecnologico e alla conoscenza di quello che è in uso in altri clima e in altre regioni d’Europa, hanno fornito direzioni molto più convenienti. Per le nostre tasche e per l’aria che respiriamo. Ma non tutti i progettisti, i costruttore e i venditori ne sono all’altezza, di questo progresso.

Facendo fede ai dati ufficiali, gli immobili dichiarati dal Catasto sono 64,5 milioni.

Di questi, la maggior parte è energivora/colabrodo ovvero, nella cosiddetta Classe G (verso il basso, e oltre! La classe più bassa, quella che influisce maggiormente sul valore economico degli immobili).

Com’è possibile? Cosa vuol dire? Hai ragione, se non sei in questo settore, potrebbe essere complicato dare la misura del fenomeno. Perciò ti mostro questa tabella: guarda la seconda colonna.

Esatto! Più è alta la classe energetica, e meno spendi per viverci. Nonostante comfort e abitabilità siano notevolmente maggiori.

Viceversa, più è bassa la classe energetica, più alto sarà il consumo di energia necessaria per scaldare, rinfrescare e in sostanza, viverci decorosamente. Case zombie, le chiamano quelle in classe G.

Immaginati che, oltre a spendere dai 2.144€/anno in su per starci, le loro condizioni sono vecchie, decadenti, vetuste. Per questo “Zombie”.

Questi consumi, espressi in KWh, includono sia quello di energia elettrica che di gas.
Il KWh è infatti unità di misura di lavoro, energia e calore. Da qui anche la potenza della caldaia a gas è definita in KWh. Oltre che in calorie che genera. Comunque, senza entrare in noiosi dettagli, proseguo nel ragionamento: sei con me?

Abbiamo iniziato con l’affermazione che la migliore fornitura di luce e gas è quella che si può evitare. Come si fa a evitare?! Questa è la domanda giusta.

Il gas

Ci hanno cortesemente informati (sono ironica), per tv, radio e social, che il costo del gas (come quello della benzina, del diesel e del GPL) sarebbe aumentato tantissimo. Già, in seguito al recepimento delle direttive EU volte alla riduzione delle emissioni serra, i costi fissi del contatore sono aumentati. Per dissuadere dall’uso. Basta prendere le vecchie bollette degli ultimi 5 anni e dare uno sguardo a CONSUMI e SPESA. Tuttavia, abituati ad avere il gas allacciato e la caldaia per l’acqua calda e il riscaldamento installata, ci riesce difficile pensare di poter vivere bene senza il gas, no?

Beh! Normale, ma deleterio. Infatti non solo è possibile, ma si vive persino meglio.

E con cosa scaldiamo l’acqua per fare la doccia? Con la caldaia A POMPA DI CALORE (non la tirerò per le lunghe, spiegando pure questa, tranquillo). Consuma poco, rende tanto. Rispetto a un boiller elettrico, tipo quelli anni ’70, la PdC moderna rende in questa proporzione: se il boiller consumava 4 KWh per renderti 1 KWh di calore nell’acqua, la PdC fa esattamente il contrario. Con 1 KWh di energia elettrica ti fornisce 4 KWh di calore per l’acqua calda.

Quindi, si può togliere il consumo di gas per lavarsi. Ma e per riscaldarsi? IDEM! Per cucinare? Usiamo la piastra a induzione.

Nelle abitazioni comuni, i consumi di gas sono suddivisi in:

70% per il riscaldamento
25% per ACS
5% per cucinare

Non voglio perdere la tua attenzione, perciò su questo argomento, se vuoi approfondire, ti invito a contattarmi senza timori. Vedi in quale modo ti è più comodo da qui.

Passiamo all’energia elettrica

Davvero si può eliminare la fornitura? Diciamo, innanzitutto che ENEL si è messa dalla parte dei bottoni, così che per legge non si può avere un immobile abitabile (in regola, burocraticamente) NON allacciato alla rete nazionale. Ciò significa CONTATORE (costi fissi) e prelievo dalla rete.

Tuttavia, con incentivi fin dal 2010 e ancora prima, è possibile installare sui tetti l’impianto fotovoltaico.

Non tutti i tetti sono idonei. Non tutti i proprietari di tetto lo sanno, oppure sanno mettersi d’accordo per farlo. Ma installare un impianto FV oggi è pratico, veloce e, se eseguito a regola d’arte, profittevolissimo. Cerca qui sul blog, ho inserito alcuni esempi reali.

Faccio un esempio semplicissimo: poni caso che sul tetto ci stia un impianto da 5 KWp. Produrrà in un anno oltre 6.000 KWh. Diciamo poi che ci si metta anche una batteria, in grado di conservare (e NON mettere in rete, quindi) l’energia elettrica prodotta ma NON auto consumata. Vedi che, alla fine, pagherai anche i costi fissi del contatore “ufficiale”, ma il consumo no (e i conseguenti costi proporzionali, incluse tasse e accise) perché l’energia la prenderai dal tuo impianto (di giorno) e dalle tue batterie (di notte o quando piove).

Anche per questo argomento tralascio i dettagli, aggiungendo solo che ovviamente l’impianto fotovoltaico rende di più quando è conformato alle esigenze dell’utenza. Ma oggi, rispetto a 10 anni fa per esempio, la tecnologia fornisce celle fotovoltaiche molto efficienti, optimizer affidabili e performanti. E batterie molto piccole e capienti.

Dunque, ci siamo arrivati in fondo e ti chiedo scusa per la lunghezza di questo intervento. Mi giustifico solo perché c’è così tanto da dire, da spiegare, affinché sempre più persone possano migliorare la spesa, le emissioni e il comfort.

Come vedi, non ho parlato di risparmio sui consumi legato alla fornitura in sé per sé. Perché c’è, se si paga qualche centesimo in meno per ogni KWh, un risparmio di qualche decina di euro. Ma come fare, per trovare chi davvero faccia pagare meno del prezzo d’ingrosso?

Oppure, a conti fatti, come fidarsi di chi pubblicizza un prezzo fisso bloccato in mono oraria a 9cent/KWh per tre mesi? Sono tutte frasi prive di senso che contengono, a ben guardare, il germe della manipolazione.

Ecco quindi che, passando a Pef Power, ottieni il miglior presupposto logico ed economico:

  • a) Prezzo all’ingrosso
  • b) Fasce orarie F1, F2 e F3 come da Arera per un ulteriore controllo dei consumi
  • c) Sconto permanenza (50€ scontati in 18 mesi)
  • d) Energia 100% green
  • e) Pagamento sul C/C
  • f) Bolletta via e-mail o cartacea.
  • g) Impianto di erogazione dell’acqua. Acqua liscia, fresca e gasata. Senza Plastica. Senza Fatica. A rate in bolletta.
  • h) Sconto per interventi di efficientamento
  • i) Sconto per il passaparola
  • l) Contributo fisso mensile di solo 2,99€/mese
  • m) Consulente energetica gratis (presente! Sono io, nel caso non fosse stato chiaro) per ogni quesito o desiderio o progetto di efficientamento per la tua casa, la tua azienda, la tua attività.

Come fai, a passare a Pef Power?

Scusami, hai ragione! Non l’ho ancora detto esplicitamente.

SE HAI GIA’ ATTIVA L’UTENZA puoi in totale autonomia usare questo link Pef Power ti porterà alla pagina giusta, per inserire i dati necessari (POD, PDR, Codice Fiscale, Documento di Identità, IBAN, numero di cellulare e e-mail) e per avere assegnata ufficialmente la mia consulenza gratuita. I dati POD e PDR li trovi sempre sulle bollette che già possiedi. Si tratta dei numeri identificativi della fornitura, dei contatori veri e propri.

SE DEVI ATTIVARE L’UTENZA per subentro (il precedente titolare ha chiuso la fornitura, ma esiste il contatore) mi contatti che ti fornisco i moduli necessari. Le tempistiche sono tutte da imputare al DISTRIBUTORE LOCALE, che è l’azienda, nella filiera elettrica italiana, che si occupa dell’ultimo tratto di rete e del contatore.

Se hai esigenze diverse, tutte contemplate nel mio raggio d’azione, le soddisferemo.

Ora, perciò, tocca a te. Fatti sentire!