Un ambiente migliore, accogliente e stimolante.

woman s face

Questa te la voglio proprio raccontare perché, in fondo, non è altro che la dimostrazione semplice e banale, quotidiana se vuoi, che c’è qualcosa che non va in questo modello di società civile.

Ieri, verso mezzogiorno e mezzo, l’uomo che sta al servizio del distributore di GPL vede che, dalla macchina ferma di fianco alla mia, anch’essa in sosta per far fare il pieno all’auto, scende una ragazza con una sigaretta in mano.

La sigaretta è spenta, però lui, quasi per giustificare il cenno del suo viso e l’espressione fatta vedendo la sigaretta in mano, dice: “questa mattina, dalle 07:30 che sono qua, saranno stati 50 che son scesi con la sigaretta accesa per fare rifornimento di GPL all’auto.
E a tutti ho dovuto ricordare che non è una cosa sicura! E questa mattina è anche andata bene, perché l’altro giorno, l’uomo a cui ho detto se per favore poteva spegnere la sigaretta perché stava a un metro dall’erogatore, si è arrabbiato moltissimo, mi ha insultato e, infine, ha spento rabbiosamente la sua sigaretta qua sopra”

e indica il pianale del blocco esterno, che non so come si chiama, della pompa che eroga il gas GPL.

woman in yellow shirt while filling up her car with gasoline
Photo by Andrea Piacquadio on Pexels.com

Nel mentre, sopraggiunge un altro avventore il quale, con tono veramente innocente, chiede se si può fare anche da soli, il GPL.

Ovviamente abbiamo riso, l’uomo del GPL, quelli dell’auto a fianco della mia ed io. Di un riso amaro, visto che appena fuori dai confini italiani, in Svizzera come in Francia, sia il metano che il GPL sono assolutamente fruibili in modo autonomo, da qualsiasi automobilista.

Evidentemente, in Svizzera o in Francia (cito questi perché è di questi Paesi che ho esperienza, visto che sono vent’anni che circolo prima a metano poi a GPL), gli automobilisti fruitori di carburante sono meno stolti, diversamente non ci è riuscito di spiegare il fatto.

Certo è anche possibile che, siccome i distributori sono utilizzabili dai singoli automobilisti i suddetti siano un po’ più edotti, in merito al fatto che i gas tendono ad essere più infiammabili della benzina. Ma mi vien da pensare che siano solo meno cretini…

Naturalmente (ah ah ah) non mi sono sottratta all’abitudine di fare domande, così gli ho chiesto com’è, lavorare con il pubblico, e lui ha aggiunto anche un altro aneddoto.

Quel distributore è organizzato in modo che, durante gli orari diciamo così di lavoro, sia possibile fare il pieno con i carburanti tradizionali benzina e diesel autonomamente pagando alla cassa in uscita, e durante le pause di lavoro dei cassieri invece, sia un normalissimo self service anche con l’emissione del pagamento alla pompa erogatrice.

L’uomo del GPL è addetto esclusivamente alla pompa che eroga il gas, tuttavia è anche persona cordiale e gentile. Capita sovente che la gente sia inspiegabilmente molto impacciata e impedita, nel fare da sé anche benzina e diesel, soprattutto quando deve pure fare il pagamento automatico, in contanti o con le carte, così quando lui vede persone in difficoltà, dalla sua postazione del GPL prende e va verso l’area delle pompe benzina e diesel, per dare una mano

Tuttavia, racconta, capita sempre più spesso che, questi avventori impacciati e incapaci, non solo non lo ringrazino, per l’aiuto gratuito che offre loro, ma addirittura lo aggrediscano verbalmente, sbroccando e inveendo per il fatto che le casse non siano aperte h 24…

L’uomo del GPL è concorde sul fatto che la pandemia abbia influito pesantemente, rileva che molte persone, a oggi, siano sempre più umanamente ignoranti, instabili e isolate mentalmente. Assolutamente sgradevoli quanto ingestibili, aggiungo io.

È stato per me un bel rifornimento, quello di ieri. Perché oltre a confermarmi che ho una guida attenta ai consumi e che, viaggiare a GPL, nel traffico cittadino perlopiù, mi costa 5 centesimi a chilometro, mi ha rassicurata, per l’ennesima volta, sul fatto che la mia incessante ricerca di ambienti buoni, puliti, etici e rispettosi delle persone sia motivata, veramente motivata, oltre che giusta.

Parigi: i mondiali di Rugby, il riscaldamento globale, la mia resistenza e chi non ne ha.

Un prode ventilatore, contro la calura estrema!

[nella foto, “la quiete” per strada, alle 9 di sabato mattina]

Parigi; alcuni mesi fa mi sono presa qualche giorno, per organizzare uno scambio casa sul portale che frequento dal 2010. Proprio per scambiare casa, con altre persone che hanno voglia di venire a trascorrere qualche giorno/settimana da me.
A maggio ho scambiato con Den Haag (L’Aia), in luglio con Tolosa.

Poi, abbastanza superficialmente, ho scelto per Parigi i primi di settembre. E ho combinato con un host che, in cambio del mio appartamento a Cesena, mi ha messo a disposizione il suo studio parigino, sito nella prima periferia nord, a due passi da Montmartre. Senza climatizzazione, quinto piano senza ascensore. Ma progettato con cura negli interni, molto molto accogliente.

La Géode, a La Villette, è un ricordo bellissimo che mi porto dentro, da quando assieme a mio marito, mia figlia e mio figlio, ci regalammo per alcuni anni di fila un mese di vacanza a Parigi. Con gli scambi casa, naturalmente. Mi ha fatto un po’ di nostalgia, passarci ora.

Dicevo, ho scelto il soggiorno dal 5 al 10 settembre. In pratica, avevo solo tanta voglia di stare un po’ al D’Orsay. Ho pensato che non avesse senso, fare un viaggio così solo per quello… pertanto ci ho infilato anche altre visite. (Tra le quali quella al Louvre. Affollatissimo!) Diciamo che, la mia scelta delle date di questo viaggio, non ha tenuto conto del riscaldamento globale e dei mondiali di rugby. Che si sono sommati ai moltissimi cantieri per il PNNR francese e per le prossime Olimpiadi, in aggiunta a una maratona cittadina 🤦🏻‍♀️che, se non avessi preso le métro per arrivare al punto di partenza dei Bus per Beauvais Tillé, avrei anche potuto trovare le strade chiuse! 🙂

Più furba è stata invece la mia scelta di acquistare il biglietto per il bus turistico, a bordo del quale ho potuto anche ammirare gli ingorghi stradali, mai visti prima così intensi e diffusi a Parigi.

Al D’Orsay, oltre a saltare la fila, sono entrata gratis, grazie al mio tesserino che attesta l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti.
🙂 Ammortizzo la quota associativa annuale volentieri, in questo modo.

“L’ultimo giorno di Corinto”

So di non sapere: questo dipinto (“La nascita di Venere” di Alexandre Cabanel) mi ha mostrato da dove provengano gli angioletti olio su legno che, qualche anno fa, ho acquistato da un rigattiere. E che, ora, accolgono in casa mia.

Un’altra scoperta (visto che Parigi è grande, l’anno passato ci sono stata solo per tre giorni, e non ci tornavo dal 2014), è stata il parco zoologico di Parigi! Memore di quello esistente presso Le Jardin des Plantes (luogo ameno, meta di ogni viaggio passato, con la mia prole) ho scelto di visitarlo con entusiasmo. Caldo a parte. Un caldo terribile. Ventilato, ma comunque terribile.

[In questa porzione di mappa, vedi dove è collocato lo zoo, molto più piccolo, presente nel parco del Giardino Botanico parigino]

[Qui, invece, vedi la posizione del Parco Zoologico di Parigi]

Parco zoologico molto ben organizzato e tenuto.

Super zoom con lo smartphone!

Con una parte dedicata anche alle creature marine.
In pieno stile francese, la didattica completa, accattivante, comprovata dalla presenza di tanti babbi e tante mamme con cuccioli d’Uomo. E nonne! Con nipotini, anche piccini. Adulti che, grazie ai supporti forniti lungo i percorsi del parco, supportano la conoscenza degli animali e della natura.

Questa l’ho mandata a mio figlio, dalla metro 🙂 Per giuoco, che ha vent’anni!

Ho provato, a rinfrescare l’aria, presa dal disagio della calura estrema. Poi, il secondo giorno, il mio ospite mi ha gentilmente procurato un ventilatore più potente. E mi sono adattata.

Concludendo, un caldo spaventoso, quello che ho vissuto a Parigi. Più di 35°C. dentro casa!? Non ci credi?? Vedi tu cosa riporta questo sito francese! E già c’erano stati altri giorni infernali [in agosto 2023]

Io sono una donna in salute, forte e molto ben curata (da quando uso gli integratori che io stessa distribuisco, ho avuto un miglioramento fisico cui stento ancora a credere! E non è che stessi poco bene, prima).
Ho affrontato la situazione – sei giorni di fuoco – sia sul piano fisico che su quello mentale, alla grande. Certo, è stato faticoso, credimi.
Ma non un cerchio alla testa, non un mancamento né un crampo. “Solo” un caldo assurdo e sudore continuo. Una sauna.

Aggiungici pure quei 8/10 km quotidiani. Perché mi piace molto, usare la metropolitana di Parigi. Ma amo di più camminare per le sue strade. Rimanendo fuori anche più del programmato, per evitare la stanza bollente. Senza ripercussioni, nemmeno un filino di disidratazione.

Tutto ciò però, mi porta per forza di cose a fare un’altra considerazione:

chi non è in salute, chi non ha nemmeno una casa, altroché infissi bassoemissivi; chi non ha nemmeno da mangiare, altro che integratori, come può resistere?!? E chi la casa ce l’ha, ma non attrezzata per il caldo? Un gran caldo. Sia chiaro. Sconosciuto a queste latitudini. Ricordo un agosto, verso la fine del mese. Una giornata caldissima, in giro per Parigi con bimba di 12 anni e bimbo di 7, in cui fu difficile trovare un poco di ristoro perché non tirava nemmeno un filo d’aria. Ma fu una sola giornata, poi di nuovo 21, 22 gradi, con il rinfrescarsi nella notte.
Il mio ospite mi ha fatto notare che Parigi non è attrezzata, per 35° di giorno, 25° di notte. Non è “normale” un caldo così!

Temo che questa pazzesca ondata di caldo, possa aver mietuto molte vittime, più del “normale” tra chi vive senza un ricovero accogliente e senza una (buona) alimentazione. Temo che, i dati relativi alle morti per il caldo, saranno trascurati. Comunque.

Gli esperti ricordano come la scorsa estate, quella appunto del 2022, sia stata la più calda mai registrata in Europa. Dove, tra il 30 maggio e il 4 settembre 2022, 61.672 hanno perso la vita a causa del caldo, di cui 18.010 in Italia. A seguire la Spagna con 11.324 decessi, la Germania con 8.173, la Francia con 4.807 e il Regno Unito con 3.469. Il periodo di caldo più asfissiante è stato quello compreso da metà luglio a metà agosto, con conseguenze drammatiche. Già, perché tra l’11 luglio e il 14 agosto sono morte 38.881 persone.

[fonte online]

E… sì! Io e voi, possiamo beneficiare di integratori davvero superbi (prossimamente ti farò vedere con quali sto avendo questi risultati strepitosi). Possiamo accendere il climatizzatore (e io lo posso fare sfruttando l’impianto fotovoltaico, quindi no emissioni no bollette salate). Possiamo scegliere cibi buoni, bio, adatti per sopportare meglio il caldo.

Ma chi non può? Chi non ha questa disponibilità? Chi è, di fatto, la prima vittima del riscaldamento globale, come potrà salvarsi?

La lettura: magia quando vuoi con la tecnologia?

take the risk book

Libri di carta o tutti i libri che vuoi?

Vivere nel bel mezzo di una cambiamento epocale, è complicato. Soprattutto se sei nato nel secolo e nel millennio scorso 🙂

Più che leggere, mi piace studiare. Ma leggo anche volentieri. Nel tempo mi sono voluta sperimentare nell’abbandono della carta stampata verso la forma di lettura e-reader. Non ho perso la compulsione all’acquisto di libri, ma almeno a) spendo meno (i e-book costano meno) e b) ho tutti i libri che voglio!

la lettura è più facile, con la tecnologia, il kindle e gli e-book?
Photo by Perfecto Capucine on Pexels.com

La lettura di libri cartacei e la lettura con e-reader presentano caratteristiche distintive che possono influire sulla preferenza degli individui. Ecco alcune differenze da considerare:

Lettura di libri cartacei:

  • Sensazione tattile: Tenere un libro cartaceo tra le mani, sentire il peso del libro e il profumo delle pagine può essere un’esperienza sensoriale gratificante.
  • Connessione emotiva: Molte persone si sentono più connesse e coinvolte mentre leggono un libro cartaceo, poiché la lettura può diventare un’esperienza più intima e personale.
  • Orgoglio della collezione: Gli amanti dei libri spesso amano esporre e vedere la propria collezione di libri cartacei come una forma d’arte.
  • Niente distrazioni digitali: La lettura di un libro cartaceo riduce le distrazioni digitali, quindi può consentire una maggiore concentrazione e un’immersione totale nella storia.

Se ami questo tipo di lettura, voglio indirizzarti verso il sito di Macrolibrarsi: servizio vendita on line assolutamente efficiente, ampia scelta di titoli, e non solo libri.

Nel suo catalogo online trovi dal libro di Carolina Guerini (professoressa associata di Economia e gestione delle imprese e coordinatrice dell’indirizzo in Marketing della Laurea Specialistica in Economia e Direzione di Impresa dell’Università Cattaneo LIUC e membro della Faculty dell’Area Marketing di SDA Bocconi School of Management) al Manuale per costruire da te un pannello solare termico!

Lettura con e-reader:

  • Portabilità: Gli e-reader consentono di trasportare una vasta gamma di libri in un unico dispositivo leggero e compatto.
  • Accessibilità: Con un e-reader, è possibile scaricare e leggere immediatamente qualsiasi libro desiderato, senza doversi recare in una libreria o attendere la spedizione.
  • Regolazioni personalizzate: Gli e-reader offrono la possibilità di personalizzare la dimensione del carattere, il contrasto e la luminosità della schermata per una lettura più comoda e adatta alle proprie esigenze visive.
  • Funzioni aggiuntive: Alcuni e-reader dispongono di un dizionario integrato, note e segnalibri digitali, rendendo più semplice prendere appunti e fare ricerche durante la lettura.

In questo caso ti rimando alla sconfinata libreria online di Amazon per Kindle perché UN LIBRO AL MESE SI PUO’ (o si deve?) LEGGERE! 🙂

Mi voglio ripetere: a me la tecnologia ha reso la lettura più accessibile, portatile, interattiva e connessa. Di fatto, anche per moltissimi lettori poco costanti ha contribuito a diffondere l’amore per la lettura, permettendo di scoprire e apprezzare il potere delle parole e delle storie con maggior facilità.

  1. Accessibilità: Grazie alla tecnologia, è diventato molto più facile accedere a una vasta gamma di libri. Attraverso i dispositivi di lettura digitale come gli e-reader, i lettori possono avere accesso istantaneo a una vasta libreria di titoli senza dover lasciare la comodità della propria casa o aspettare l’arrivo di un libro fisico tramite spedizione. Questo rende più facile per chiunque, ovunque si trovino, scoprire nuovi autori, generi letterari e opere letterarie.
  2. Portabilità: I lettori digitali, come gli e-reader, sono leggeri, compatti e facili da trasportare. Ciò significa che è possibile portare con sé intere biblioteche di libri ovunque si vada, consentendo ai lettori di leggere quando e dove desiderano, senza dover portare pesanti volumi cartacei. Questa portabilità permette di sfruttare appieno ogni momento libero per dedicarsi alla lettura, come durante i viaggi o le pause al lavoro.
  3. Funzioni aggiuntive: Gli e-reader e altre applicazioni di lettura digitale offrono funzioni interattive che rendono l’esperienza di lettura più coinvolgente ed arricchente. Ad esempio, si possono prendere appunti direttamente sul dispositivo, evidenziare testi, cercare definizioni di parole sconosciute o addirittura accedere a dizionari integrati per migliorare la comprensione della lingua. Queste funzioni offrono opportunità di approfondire la lettura e interagire con il testo in modo più immediato rispetto al libro tradizionale.
  4. Opportunità di connessione: La tecnologia ha anche creato spazi e comunità online dedicate alla lettura, dove i lettori possono condividere le proprie esperienze di lettura, consigliarsi reciprocamente e partecipare a discussioni su libri e temi correlati. Questa condivisione online amplifica la dimensione sociale dell’esperienza di lettura, consentendo ai lettori di connettersi con altre persone che condividono gli stessi interessi letterari, influenzandosi reciprocamente e scoprendo nuove opere.

PS: su Macrolibrarsi trovi anche e-book e… questa stupenda lampada di sale rosa Albero della Vita, per esempio!

Come funziona il Kindle

Parlo di ciò che conosco, perciò di questo ti posso parlare: il kindle mi è stato consigliato da amiche e amici, lettori accaniti. Mi sono fidata, l’ho acquistato online, mi è arrivato il giorno dopo (ho l’abbonamento PRIME, sai che puoi provarlo GRATIS per 30 giorni?) e ho cominciato a usarlo. Lo carichi e dura più di una settimana. Lo accendi e RITORNA al punto in cui lo avevi chiuso (io, che leggo prima di dormire, ho apprezzato molto il fatto di potermi addormentare senza perdere il segno), regoli la dimensione dei caratteri e, se come me ami sottolineare brani dei testi che leggi, PUOI evidenziarli e mandarteli, o mandarli a chi vuoi, per e-mail!

Dai un’occhiata!

Cosa mangia un pastore tedesco?

Inizialmente pensavo a un gatto (te l’ho raccontato qui) poi mi sono ricordata di Luke, e da gennaio 2021 faccio la governante 😄 anche a un lupo delizioso. Così delizioso che, nella mia follia di governante 🤯 lo avevo cominciato a nutrire con la dieta casalinga. Lui, felicissimo 🐕. Io, sfinita. E scema 😂 a CUCINARE PER UN CANE quando nemmeno per me mi metto ai fornelli! Però, dai! Gli fa bene, mangiare bene… e niente, cerco in rete.

Il #lupodimare a 5 mesi <3]

Come si dice: chi cerca, trova! E ho trovato la salvezza!!! Cibo fresco, cucinato apposta per le sue esigenze di razza e peso. A un costo anche inferiore al mio. Senza contare tutto il trambusto che che mi evita!!!

Tuttavia, il lupo è esigente e volubile 🙂 (vuoi che dica viziato? Preferisco stronxetto 😀 ) così, niente pappa fresca dopo qualche mese. In realtà, ho scoperto parlandone con veterinario e addestratrice, è solo che patisce il caldo. Come tanti quadrupedi canini, già dalla primavera, cala la fame, aumenta la sete, con il rischio di problemi intestinali a causa del caldo o degli sbalzi termici.

Acc! Il gatto è più facile 🙂 ma il mio lupo è stupendo!

#lupodimare #ghermanshpherd a 3 mesi 🙂