Pensavo, così per alleggerire ogni tanto le mie considerazioni, che sono numerose le ragioni per le quali io mi occupo giustamente di energia:
Affinità personale: Essendo il mio nome associato a “Serra” tendo ad avere un legame intuitivo con la natura e la terra. Giustamente, quindi, sono interessata da settori che promuovono uno stile di vita sano e sostenibile.
Significato simbolico: Il mio cognome potrebbe anche evocare l’immagine di una persona che possiede una forte forza interiore e la capacità di coltivare il benessere fisico e mentale. Questa correlazione potrebbe ispirarmi a lavorare nel campo dell’energia e del benessere per aiutare gli altri a raggiungere uno stato di equilibrio e vitalità.
Background educativo o professionale: Effettivamente, ho studiato materie tecniche, per la costruzione di edifici e ho lavorato in settori correlati come la ricerca, la nutrizione, la psicologia o l’educazione fisica. Questa esperienza potrebbe aver accresciuto la mia passione e conoscenza di energia e benessere, fornendomi le competenze necessarie per perseguire una carriera in questi settori.
Cognome a parte (Poli è quello di mia figlia e mio figlio) la mia scelta di carriera è unica e personale, alimentata anche da tormenti, difficoltà familiari e lotte personali. A dimostrazione di quanto sia importante seguire le proprie passioni e perseguire ciò che ci rende veramente felici e realizzati.
A proposito del portare anche il cognome di mia figlia e mio figlio, ho chiesto all’intelligenza artificiale cosa ne pensasse. Ecco cosa mi ha risposto.
Ci sono diverse ragioni per le quali può essere giusto che una donna porti anche il cognome dei propri figli:
Uguaglianza di genere: Tradizionalmente, il cognome dei figli è quello del padre. Questo può riflettere una concezione di famiglia basata su una gerarchia di genere.
Riconoscimento della maternità: La scelta di portare il cognome dei propri figli può essere un modo per riconoscere e celebrare il ruolo di una madre nella vita dei propri figli.
Legame familiare: Portare il cognome dei figli può aiutare a creare un senso di continuità e appartenenza nella famiglia. Può contribuire a rafforzare i legami tra madre e figli e ad accentuare l’identità familiare.
Diversità familiare: Nel contesto delle famiglie non tradizionali, come le famiglie omogenitoriali o le famiglie con genitori adottivi, il fatto che una donna porti il cognome dei propri figli può essere un modo per riflettere la diversità e la complessità delle relazioni familiari attuali.
Scelta personale: Infine, è importante riconoscere che questa è una scelta personale e che ogni donna ha il diritto di decidere come vuole essere identificata e come vuole che i suoi figli siano identificati.
In conclusione, è giusto che una donna porti anche il cognome dei propri figli perché promuove l’uguaglianza di genere, riconosce il ruolo materno, crea un senso di continuità familiare, riflette la diversità familiare e rispetta la scelta personale di una donna.
E poi, come dico sempre, L’EFFETTO SERRA, SI MANIFESTA AI POLI! 😀
[nella foto, “la quiete” per strada, alle 9 di sabato mattina]
Parigi; alcuni mesi fa mi sono presa qualche giorno, per organizzare uno scambio casa sul portale che frequento dal 2010. Proprio per scambiare casa, con altre persone che hanno voglia di venire a trascorrere qualche giorno/settimana da me. A maggio ho scambiato con Den Haag (L’Aia), in luglio con Tolosa.
Poi, abbastanza superficialmente, ho scelto per Parigi i primi di settembre. E ho combinato con un host che, in cambio del mio appartamento a Cesena, mi ha messo a disposizione il suo studio parigino, sito nella prima periferia nord, a due passi da Montmartre. Senza climatizzazione, quinto piano senza ascensore. Ma progettato con cura negli interni, molto molto accogliente.
La Géode, a La Villette, è un ricordo bellissimo che mi porto dentro, da quando assieme a mio marito, mia figlia e mio figlio, ci regalammo per alcuni anni di fila un mese di vacanza a Parigi. Con gli scambi casa, naturalmente. Mi ha fatto un po’ di nostalgia, passarci ora.
Dicevo, ho scelto il soggiorno dal 5 al 10 settembre. In pratica, avevo solo tanta voglia di stare un po’ al D’Orsay. Ho pensato che non avesse senso, fare un viaggio così solo per quello… pertanto ci ho infilato anche altre visite. (Tra le quali quella al Louvre. Affollatissimo!) Diciamo che, la mia scelta delle date di questo viaggio, non ha tenuto conto del riscaldamento globale e dei mondiali di rugby. Che si sono sommati ai moltissimi cantieri per il PNNR francese e per le prossime Olimpiadi, in aggiunta a una maratona cittadina che, se non avessi preso le métro per arrivare al punto di partenza dei Bus per Beauvais Tillé, avrei anche potuto trovare le strade chiuse!
Più furba è stata invece la mia scelta di acquistare il biglietto per il bus turistico, a bordo del quale ho potuto anche ammirare gli ingorghi stradali, mai visti prima così intensi e diffusi a Parigi.
Al D’Orsay, oltre a saltare la fila, sono entrata gratis, grazie al mio tesserino che attesta l’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti. 🙂 Ammortizzo la quota associativa annuale volentieri, in questo modo.
So di non sapere: questo dipinto (“La nascita di Venere” di Alexandre Cabanel) mi ha mostrato da dove provengano gli angioletti olio su legno che, qualche anno fa, ho acquistato da un rigattiere. E che, ora, accolgono in casa mia.
Un’altra scoperta (visto che Parigi è grande, l’anno passato ci sono stata solo per tre giorni, e non ci tornavo dal 2014), è stata il parco zoologico di Parigi! Memore di quello esistente presso Le Jardin des Plantes (luogo ameno, meta di ogni viaggio passato, con la mia prole) ho scelto di visitarlo con entusiasmo. Caldo a parte. Un caldo terribile. Ventilato, ma comunque terribile.
[In questa porzione di mappa, vedi dove è collocato lo zoo, molto più piccolo, presente nel parco del Giardino Botanico parigino]
[Qui, invece, vedi la posizione del Parco Zoologico di Parigi]
Parco zoologico molto ben organizzato e tenuto.
Super zoom con lo smartphone!
Con una parte dedicata anche alle creature marine. In pieno stile francese, la didattica completa, accattivante, comprovata dalla presenza di tanti babbi e tante mamme con cuccioli d’Uomo. E nonne! Con nipotini, anche piccini. Adulti che, grazie ai supporti forniti lungo i percorsi del parco, supportano la conoscenza degli animali e della natura.
Questa l’ho mandata a mio figlio, dalla metro 🙂 Per giuoco, che ha vent’anni!
Ho provato, a rinfrescare l’aria, presa dal disagio della calura estrema. Poi, il secondo giorno, il mio ospite mi ha gentilmente procurato un ventilatore più potente. E mi sono adattata.
Concludendo, un caldo spaventoso, quello che ho vissuto a Parigi. Più di 35°C. dentro casa!? Non ci credi?? Vedi tu cosa riporta questo sito francese! E già c’erano stati altri giorni infernali [in agosto 2023]
Io sono una donna in salute, forte e molto ben curata (da quando uso gli integratori che io stessa distribuisco, ho avuto un miglioramento fisico cui stento ancora a credere! E non è che stessi poco bene, prima). Ho affrontato la situazione – sei giorni di fuoco – sia sul piano fisico che su quello mentale, alla grande. Certo, è stato faticoso, credimi. Ma non un cerchio alla testa, non un mancamento né un crampo. “Solo” un caldo assurdo e sudore continuo. Una sauna.
Aggiungici pure quei 8/10 km quotidiani. Perché mi piace molto, usare la metropolitana di Parigi. Ma amo di più camminare per le sue strade. Rimanendo fuori anche più del programmato, per evitare la stanza bollente. Senza ripercussioni, nemmeno un filino di disidratazione.
Tutto ciò però, mi porta per forza di cose a fare un’altra considerazione:
chi non è in salute, chi non ha nemmeno una casa, altroché infissi bassoemissivi; chi non ha nemmeno da mangiare, altro che integratori, come può resistere?!? E chi la casa ce l’ha, ma non attrezzata per il caldo? Un gran caldo. Sia chiaro. Sconosciuto a queste latitudini. Ricordo un agosto, verso la fine del mese. Una giornata caldissima, in giro per Parigi con bimba di 12 anni e bimbo di 7, in cui fu difficile trovare un poco di ristoro perché non tirava nemmeno un filo d’aria. Ma fu una sola giornata, poi di nuovo 21, 22 gradi, con il rinfrescarsi nella notte. Il mio ospite mi ha fatto notare che Parigi non è attrezzata, per 35° di giorno, 25° di notte. Non è “normale” un caldo così!
Temo che questa pazzesca ondata di caldo, possa aver mietuto molte vittime, più del “normale” tra chi vive senza un ricovero accogliente e senza una (buona) alimentazione. Temo che, i dati relativi alle morti per il caldo, saranno trascurati. Comunque.
Gli esperti ricordano come la scorsa estate, quella appunto del 2022, sia stata la più calda mai registrata in Europa. Dove, tra il 30 maggio e il 4 settembre 2022, 61.672 hanno perso la vita a causa del caldo, di cui 18.010 in Italia. A seguire la Spagna con 11.324 decessi, la Germania con 8.173, la Francia con 4.807 e il Regno Unito con 3.469. Il periodo di caldo più asfissiante è stato quello compreso da metà luglio a metà agosto, con conseguenze drammatiche. Già, perché tra l’11 luglio e il 14 agosto sono morte 38.881 persone.
E… sì! Io e voi, possiamo beneficiare di integratori davvero superbi (prossimamente ti farò vedere con quali sto avendo questi risultati strepitosi). Possiamo accendere il climatizzatore (e io lo posso fare sfruttando l’impianto fotovoltaico, quindi no emissioni no bollette salate). Possiamo scegliere cibi buoni, bio, adatti per sopportare meglio il caldo.
Ma chi non può? Chi non ha questa disponibilità? Chi è, di fatto, la prima vittima del riscaldamento globale, come potrà salvarsi?
Vivere nel bel mezzo di una cambiamento epocale, è complicato. Soprattutto se sei nato nel secolo e nel millennio scorso 🙂
Più che leggere, mi piace studiare. Ma leggo anche volentieri. Nel tempo mi sono voluta sperimentare nell’abbandono della carta stampata verso la forma di lettura e-reader. Non ho perso la compulsione all’acquisto di libri, ma almeno a) spendo meno (i e-book costano meno) e b) ho tutti i libri che voglio!
La lettura di libri cartacei e la lettura con e-reader presentano caratteristiche distintive che possono influire sulla preferenza degli individui. Ecco alcune differenze da considerare:
Lettura di libri cartacei:
Sensazione tattile: Tenere un libro cartaceo tra le mani, sentire il peso del libro e il profumo delle pagine può essere un’esperienza sensoriale gratificante.
Connessione emotiva: Molte persone si sentono più connesse e coinvolte mentre leggono un libro cartaceo, poiché la lettura può diventare un’esperienza più intima e personale.
Orgoglio della collezione: Gli amanti dei libri spesso amano esporre e vedere la propria collezione di libri cartacei come una forma d’arte.
Niente distrazioni digitali: La lettura di un libro cartaceo riduce le distrazioni digitali, quindi può consentire una maggiore concentrazione e un’immersione totale nella storia.
Se ami questo tipo di lettura, voglio indirizzarti verso il sito di Macrolibrarsi: servizio vendita on line assolutamente efficiente, ampia scelta di titoli, e non solo libri.
Nel suo catalogo online trovi dal libro di Carolina Guerini (professoressa associata di Economia e gestione delle imprese e coordinatrice dell’indirizzo in Marketing della Laurea Specialistica in Economia e Direzione di Impresa dell’Università Cattaneo LIUC e membro della Faculty dell’Area Marketing di SDA Bocconi School of Management) al Manuale per costruire da te un pannello solare termico!
Lettura con e-reader:
Portabilità: Gli e-reader consentono di trasportare una vasta gamma di libri in un unico dispositivo leggero e compatto.
Accessibilità: Con un e-reader, è possibile scaricare e leggere immediatamente qualsiasi libro desiderato, senza doversi recare in una libreria o attendere la spedizione.
Regolazioni personalizzate: Gli e-reader offrono la possibilità di personalizzare la dimensione del carattere, il contrasto e la luminosità della schermata per una lettura più comoda e adatta alle proprie esigenze visive.
Funzioni aggiuntive: Alcuni e-reader dispongono di un dizionario integrato, note e segnalibri digitali, rendendo più semplice prendere appunti e fare ricerche durante la lettura.
In questo caso ti rimando alla sconfinata libreria online di Amazon per Kindle perché UN LIBRO AL MESE SI PUO’ (o si deve?) LEGGERE! 🙂
Mi voglio ripetere: a me la tecnologia ha reso la lettura più accessibile, portatile, interattiva e connessa. Di fatto, anche per moltissimi lettori poco costanti ha contribuito a diffondere l’amore per la lettura, permettendo di scoprire e apprezzare il potere delle parole e delle storie con maggior facilità.
Accessibilità: Grazie alla tecnologia, è diventato molto più facile accedere a una vasta gamma di libri. Attraverso i dispositivi di lettura digitale come gli e-reader, i lettori possono avere accesso istantaneo a una vasta libreria di titoli senza dover lasciare la comodità della propria casa o aspettare l’arrivo di un libro fisico tramite spedizione. Questo rende più facile per chiunque, ovunque si trovino, scoprire nuovi autori, generi letterari e opere letterarie.
Portabilità: I lettori digitali, come gli e-reader, sono leggeri, compatti e facili da trasportare. Ciò significa che è possibile portare con sé intere biblioteche di libri ovunque si vada, consentendo ai lettori di leggere quando e dove desiderano, senza dover portare pesanti volumi cartacei. Questa portabilità permette di sfruttare appieno ogni momento libero per dedicarsi alla lettura, come durante i viaggi o le pause al lavoro.
Funzioni aggiuntive: Gli e-reader e altre applicazioni di lettura digitale offrono funzioni interattive che rendono l’esperienza di lettura più coinvolgente ed arricchente. Ad esempio, si possono prendere appunti direttamente sul dispositivo, evidenziare testi, cercare definizioni di parole sconosciute o addirittura accedere a dizionari integrati per migliorare la comprensione della lingua. Queste funzioni offrono opportunità di approfondire la lettura e interagire con il testo in modo più immediato rispetto al libro tradizionale.
Opportunità di connessione: La tecnologia ha anche creato spazi e comunità online dedicate alla lettura, dove i lettori possono condividere le proprie esperienze di lettura, consigliarsi reciprocamente e partecipare a discussioni su libri e temi correlati. Questa condivisione online amplifica la dimensione sociale dell’esperienza di lettura, consentendo ai lettori di connettersi con altre persone che condividono gli stessi interessi letterari, influenzandosi reciprocamente e scoprendo nuove opere.
Parlo di ciò che conosco, perciò di questo ti posso parlare: il kindle mi è stato consigliato da amiche e amici, lettori accaniti. Mi sono fidata, l’ho acquistato online, mi è arrivato il giorno dopo (ho l’abbonamento PRIME, sai che puoi provarlo GRATIS per 30 giorni?) e ho cominciato a usarlo. Lo carichi e dura più di una settimana. Lo accendi e RITORNA al punto in cui lo avevi chiuso (io, che leggo prima di dormire, ho apprezzato molto il fatto di potermi addormentare senza perdere il segno), regoli la dimensione dei caratteri e, se come me ami sottolineare brani dei testi che leggi, PUOI evidenziarli e mandarteli, o mandarli a chi vuoi, per e-mail!
Ho iniziato a frequentare la palestra a vent’anni. Svolgevo il mio praticantato presso lo studio di due architetti, in centro a Bologna. La palestra di Gigi Lodi (venuto a mancare nell’estate del 2021) era nella stessa strada dello studio. La pausa pranzo cominciai a farla in palestra. Un allenamento completo, anche se non espressamente per il body building. E’ stato un privilegio, cominciare lì. Istruttori stupendi, seri, preparati, affidabili. Ho imparato, probabilmente, più da loro che dai corsi di preparazione per prendere il tesserino da allenatrice di pallavolo. 🙂
Tuttavia, sulla fine degli anni ’80 non è che ci fossero tutti questi integratori: la fatica era fatica. Sudavi, e a parte qualche fiala di Carnitina, non mi capitava di prendere altro. Oggi, quando mio figlio si prepara per andare in palestra, tra pre work, aminoacidi, elettroliti, proteine e altre amenità, mi vien sempre un po’ di invidia 🙂 Niente di dopante, ma da quando usa Xs ha messo su un fisico notevole, e fa molta meno fatica rispetto a prima di prenderli.
L’allenamento fisico in palestra può essere supportato dall’utilizzo di integratori specifici, che possono aiutare a migliorare le prestazioni, favorire la riparazione muscolare e sostenere la salute generale. E, per chi ha una vita vivace, frenetica, sono in grado di dare quel supporto necessario per arrivare a sera serenamente.
Gli integratori Nutrilite XS offrono numerosi vantaggi per il tuo allenamento in palestra e la tua salute in generale. Ecco alcuni dei principali benefici che puoi ottenere utilizzando questi integratori:
Supporto energetico: possono fornire una spinta di energia durante il tuo allenamento, permettendoti di svolgere gli esercizi in modo più intenso e prolungato. Questo può aiutarti ad aumentare le tue prestazioni e ad ottenere risultati migliori. Pre-work out DRINK
Miglior recupero muscolare: Dopo un allenamento intenso, i tuoi muscoli hanno bisogno di tempo per riprendersi e rigenerarsi. Gli integratori Nutrilite XS possono favorire il processo di recupero muscolare, riducendo il dolore muscolare post-allenamento e accelerando la ricostruzione dei tessuti muscolari danneggiati.
Supporto per la crescita muscolare: Se sei interessato a costruire massa muscolare, gli integratori XS possono essere un valido alleato. Questi integratori sono appositamente formulati per favorire la sintesi proteica e la crescita muscolare. Possono anche aiutare ad aumentare la forza e migliorare le tue prestazioni complessive. Trovi un approfondimento sugli Aminoacidi Esssenziali Xs in queste pagine. Ricorda che sono una formula esclusiva (se guarderai il video, scoprirai perché sono così efficaci).
Promozione generale della salute: Gli integratori XS sono una vasta gamma di prodotti, contengono ingredienti selezionati per sostenere la tua salute generale. Possono includere antiossidanti, vitamine e minerali che contribuiscono alla riduzione dello stress ossidativo, al rinforzo del sistema immunitario e al miglioramento del benessere complessivo. E resistenza!
Facilità d’uso: sono anche progettati per essere facili da usare. Sono disponibili in diverse forme come compresse, capsule o polveri che possono essere facilmente incorporate nella tua routine quotidiana di allenamento e di nutrizione.
Sono a tua disposizione, se vuoi consigli sull’uso. Se, invece, ti sei incuriosita/o e vuoi provare, qui trovi le istruzioni per ottenere il prodotto con lo sconto riservato a chi si iscrive (serve e-mail e nome). Ti suggerisco di cominciare con AMINO ADVANTAGE: un misurino la sera, due ore dopo aver cenato. Per un mese. Poi, se ti va, mi dici come ti sei trovata/o. Sempre da qui, con un bel messaggio su WhatsApp. Ti aspetto!
La fisica quantistica e il Reiki sono due ambiti ben distinti e non correlati tra loro. La fisica quantistica è una teoria scientifica che studia il comportamento delle particelle subatomiche e le loro interazioni, mentre il Reiki è una pratica di guarigione energetica basata sulla comprensione e gestione dell’energia vitale per favorire il benessere fisico e mentale.
La prima ha, tra l’altro, molte meno dimostrazioni empiriche rispetto alla seconda, tuttavia rimaniamo legati agli esiti ufficiali della “scienza”.
Non esistono prove scientifiche che dimostrino una connessione diretta tra la fisica quantistica e il Reiki. La fisica quantistica si basa su principi e leggi ben definite, supportate da un’enorme quantità di dati sperimentali, mentre il Reiki si basa su una prospettiva individuale e sull’uso delle mani per canalizzare l’energia.
Tuttavia, alcune persone che praticano il Reiki potrebbero cercare di utilizzare concetti o terminologia scientifica per spiegare ciò che fanno. Questi tentativi di collegare il Reiki alla fisica quantistica sono spesso considerati controversi e non hanno supporto scientifico. In qualità di studiosa del ReiKi, di ReiKi master in the Usui System of Natural Healing sin dal 1995, deploro questa debolezza, che in alcuni praticanti spinge a mettere alla berlina l’antica arte di Mikao Usui.
La connessione tra i principi quantici e il flusso dell’energia vitale è un argomento dibattuto all’interno di diversi contesti, tra cui la pratica del Reiki. Mentre è importante sottolineare che non esiste una prova scientifica definitiva di questa connessione, alcuni praticanti del Reiki sostengono che i principi quantici possono fornire una prospettiva utile per comprendere il modo in cui l’energia si muove e si manifesta nel corpo. Tuttavia, è completamente inutile, questo sforzo.
Ho conosciuto maestre e maestri di ReiKi andati completamente fuori di testa, per il voler spiegare, dimostrare, ciò che, con le attivazione del primo, del secondo e del terzo livello, diviene possibile.
La meccanica quantistica, una teoria scientifica che descrive il comportamento delle particelle subatomiche, ci ha insegnato che queste particelle possono esistere in uno stato di sovrapposizione, in cui possono essere in diversi stati contemporaneamente. Questo principio, chiamato principio di sovrapposizione, suggerisce che le particelle possono esistere in uno stato di potenzialità, in attesa di essere misurate o osservate. Esistono, a voler essere giusti, analogie con il corpo eterico, il corpo energetico, la guarigione promossa dalla pratica di ReiKi. Ma ritengo sia tempo perso, quello di voler a tutti i costi vedersi riconosciuti.
L’energia vitale (chiamata Ki, dal Giapponese) può essere considerata come un flusso o una vibrazione sottile che permea tutto il corpo, e l’universo. Questa energia è considerata un’energia vitale che mantiene l’equilibrio e il benessere fisico e mentale. Praticanti del Reiki affermano di poter canalizzare questa energia attraverso le mani e inviarla a se stessi o ad altri per facilitare il processo di guarigione.
Praticare ReiKi è come amare: va fatto. Più di cento parole, mille, migliaia di parole, conta questo: pongo i palmi delle mie mani sul tuo corpo e, improvvisamente, il tuo corpo comincia ad attingere da essi. Questo provoca cambiamenti nello stato d’animo e nel corpo. Punto.
Sebbene questa connessione non sia ancora stata dimostrata scientificamente, alcuni cercano di stabilire un collegamento tra i principi quantici e il concetto di energia nel Reiki. Ad esempio, suggeriscono che l’energia vitale potrebbe essere simile alla natura ondulatoria delle particelle subatomiche, che possono manifestarsi come particelle discrete o come onde di energia. Ma, ribadisco, a che pro perdere tempo nel discuterne, se con le mie mani ti posso aiutare ad avere sollievo fisico e mentale? Senza dirti nulla, senza convincerti di nulla?
Tra le altre cose, prova a pensare che ReiKi sia precursore.
La scienza ha compiuto notevoli progressi nel corso dei secoli, ma ci sono stati anche casi in cui si è verificato un errore o un cambiamento di paradigma nel nostro modo di comprendere il mondo. Di seguito sono riportati alcuni esempi di casi in cui la scienza ha avuto errori o discrepanze significative a partire dal 1500:
Geocentrismo: Nel passato, l’idea predominante era che la Terra fosse il centro dell’universo e che tutti gli altri corpi celesti orbitassero intorno ad essa. Questo modello geocentrico è stato sostenuto da importanti studiosi come Aristotele e Tolomeo. Tuttavia, nel XVI secolo, l’astronomo polacco Nicolaus Copernico ha presentato la teoria eliocentrica, secondo la quale il sole è al centro del sistema solare.
Teoria dell’evoluzione: Nel XIX secolo, Charles Darwin ha proposto la teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale. Questo concetto ha suscitato molte controversie e opposte opinioni all’epoca. C’era resistenza a credere che gli esseri viventi potessero cambiare nel corso del tempo attraverso processi di adattamento e selezione.
Teoria dell’umore dei liquidi corporei: Durante il Rinascimento, la teoria dell’umore dei liquidi corporei era predominante nel campo della medicina. Secondo questa teoria, l’equilibrio e l’eccesso di quattro umori (sangue, flemma nera, bile gialla e bile nera) nel corpo umano determinavano lo stato di salute o malattia di una persona. Questo approccio è stato in seguito superato dalla scoperta di cause fisiche e chimiche delle malattie.
L’etere: Nel XIX e all’inizio del XX secolo, gli scienziati ritenevano che lo spazio fosse riempito da un mezzo chiamato “etere” che permetteva la propagazione delle onde elettromagnetiche, inclusa la luce. Tuttavia, esperimenti come l’interferometro di Michelson-Morley non riuscirono a rilevare l’etere, portando alla sua progressiva eliminazione dalla teoria fisica.
Piltdown Man: Nel 1912, furono presentati i resti fossili di una nuova specie umana chiamata “Piltdown Man”. Tuttavia, nel 1953, si scoprì che questi resti erano un sofisticato falsa montatura, realizzata combinando una mandibola umana moderna con un cranio di orango e denti di scimpanzé. Questo caso di frode scientifica fu un errore significativo nella storia della paleoantropologia.
Trovare rilassamento, benessere, lucidità, in un’epoca di stress e sollecitazioni negative, val ben più di un effimero riconoscimento.
Cioè: se funziona, perché hai bisogno che te lo dica Nature, che funziona?
Ah! Per metterti in salvo dai fuori di testa, dai millantatori, dai manipolatori… capisco. E, dimmi, riguardo ai medici specialisti, al medico di base, al dentista, ma anche al commercialista, al meccanico… in questi casi hai qualche certezza, quando ne prendi uno nuovo, sul fatto che – sarà bravo – sarà onesto – farà il tuo bene?
Ci siamo capiti/e, penso. Se vuoi leggere qualcosa in più, se ti piacerebbe mettermi alla prova (sì, sono in grado di renderti la vita più semplice, se è di rilassamento e riequilibrio energetico che hai bisogno) puoi leggere il sito di Accademia EnerGeo. E puoi mandarmi un messaggio WhatsApp, naturalmente.