Lavoro dipendente sempre più giù ma l’alternativa non la si vuol vedere

man in white shirt using macbook pro

Il Sole 24 ore pubblica, il 14 dicembre 2023, questa analisi:

Tra il 1991 e il 2022 i salari reali in Italia sono rimasti sostanzialmente al palo con una crescita dell’1% a fronte del 32,5% in media registrato nell’area Ocse. È quanto emerge dal Rapporto Inapp presentato oggi secondo il quale il dato è legato anche alla bassa produttività del lavoro, cresciuta comunque più delle retribuzioni. Nella distribuzione del reddito si vede una caduta crescente della quota dei salari sul Pil e una crescente quota dei profitti (ormai stabilizzata su valori rispettivamente del 40% e del 60%)

Leggi sul sito de Il Sole

Come ho già accennato in questo articolo siamo tutti consapevoli che il lavoro dipendente, salvo per alcune posizioni sempre meno disponibili, non paga. Non bene.

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Tuttavia, quando accenno alla possibilità di svolgere un’attività meritocratica, premiante, soddisfacente, etica e alla portata di chiunque abbia voglia di cambiare (in meglio) le proprie condizioni economiche e personali (parlo di autostima, di frequentare un buon ambiente accogliente e stimolante, di avere certezze…) mi sento spesso osservata con gli occhi della mucca che guarda il treno che passa! 🙂

Lo capisco, davvero! Ed è per questo che cerco sempre di parlarne introducendo l’argomento con garbo.
Comprendo che, la resistenza, non sia tanto nei miei confronti quanto verso un sistema Paese che ha sfinito anche il più tenace entusiasmo, prendendo a bastonate chiunque volesse di più. E non sto facendo polemica sterile: lo lascia intendere il Rapporto succitato!

Capisco anche la diffidenza verso tutto quel mondo, non proprio limpido e onesto, di venditori e venditrici d’assalto. L’ho odiato anch’io, l’ho studiato, l’ho fatto oggetto di ricerche.

C’è però una grande verità, mi pare, che sostiene questa forza che tiene persone potenzialmente straordinarie lontano da un’opportunità assolutamente perfetta. Si tratta di una scarsa conoscenza del sistema del network marketing, e di una diffusa mancanza di autostima. Che in trent’anni, emerge sempre dalla ricerca, ha portato milioni di persone a rassegnarsi di non dover valere nulla; che hanno abbassato il livello delle proprie prestazioni lavorative perché, tanto, ad un aumentato impegno non avrebbe corrisposto una giusta remunerazione.

La scarsa conoscenza del SISTEMA finanziario del NM va a braccetto con il non sapere che esiste un sistema comprovato di business in grado di mostrarti – passo passo – quel che è necessario fare per ottenere risultati.

Quei risultati che, talvolta, qualche improvvisato networker, ha voluto farti credere che sarebbero arrivati così, senza nulla fare se non prendendo il codice 🙁

MA sono qui per te, per mostrarti LA POSSIBILITA’ di affrancarti da un lavoro che non ti soddisfa, ma anche dal lavoro che ti soddisfa economicamente rubandoti, però, tutto il tempo che hai e impedendoti di stare con chi ami, di viaggiare, di rilassarti.

E te la mostro SENZA ALCUNA ASPETTATIVA, perché la mia intenzione – da sempre E da quando ho incontrato questa soluzione definitiva ancor più – è di lavorare e collaborare esclusivamente con persone che condividano le mie prospettive e rispettare chi desideri altro. Mettendomi a disposizioni di chi desidera altro, pur ricercando qualità nei prodotti nei prodotti di cui fa uso, e che fanno parte della mia attività. Consolidata e affidabile.

REMARE ASSIEME verso una meta condivisa, rende il lavoro un’esperienza piena di soddisfazioni.

E avere una consulenza chiara, onesta e sicura per il proprio benessere e il proprio life style è altrettanto desiderabile.

Si chiama, in gergo, WIN WIN. “Vinciamo” tutte e tutti. Sia che tu abbia voglia di sperimentarti, per una vita più ricca di buone relazioni e denaro. Sia che tu abbia voglia di usare prodotti per la casa, per la bellezza e la tua forma fisica al top!

Quindi, termino il discorso su questo blog e aspetto che tu mi contatti, usando il pulsante verde qui sotto. Anche subito, non temere di disturbarmi! Rispondo sempre, e leggo in orario d’ufficio i messaggi che mi giungono anche nottetempo.

Dipende, dipendi, dipendente o indipendenza?

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Ci hanno fatto le guerre, per l’indipendenza. E, fin qui, tutti d’accordo che essere indipendenti sia meglio che dipendere da qualcun altro.

Però, se parliamo di dipendente in quanto lavoratore/rice al soldo di un “padrone” le cose cambiano.

Personalmente sono sempre stata una tenace lavoratrice, una persona affidabile, una su cui contare MA mai una buona dipendente. Poco incline a compromessi, men che meno a ipocrisie di quieto vivere e, figurati, assolutamente lungi da ipocrisie di strategia (sai, quella tipa o quel tipo che davanti ti dice belle cose, che ti carpisce amicizia e fiducia ma, alle tue spalle, trama per farti le scarpe sul lavoro? Ovviamente riuscendoci 🙂 Ecco, non sono io). Io ho aperto la mia prima Partita IVA a 19 anni, per fare il praticantato – quasi gratis – che mi permetteva di accedere all’Esame di Stato per la libera professione di Geometra. E sono stata anche dipendente, per quasi 10 anni, in una televisione privata.

Odio lavorare male, detesto eseguire ordini. Soprattutto se sono ordini del cavolo. E, soprattutto, ho la fortuna di avere per natura la bella qualità di prendermi tutte le responsabilità. Sempre. Nelle relazione anche troppo, ma questa è una delle altre storie che mi hanno costruita.

Capisco, tuttavia, che per tante persone sia piacevole affidare ad altri la propria sussistenza, la propria soddisfazione e la propria realizzazione. Perché è sicuramente meno impegnativo, da molti punti di vista. Anche se limitativo.

Puoi crescere la tua soddisfazione economica proporzionalmente alla fette di culo che sei disposta/o a porre sul vassoio. E, bada ben, non penso sia una brutta cosa la gestione di fette di didietro 🙂 Anzi, spesso nei momenti di difficoltà professionale, ho invidiato questa capacità. Se ti accontenti, se riesci a buttare via il tuo tempo eseguendo compiti inutili, funzionali al sistema ma non al lavoro, sei in un nirvana invidiabile.

Molte persone che conosco, che frequento e con le quali ho un bel rapporto, hanno fatto proprio questa scelta: dipendere economicamente da qualcun altro. A poche di loro è andata meglio, nel senso che abbiano potuto incassare più di altre, per il proprio tempo e la propria professionalità messe in gioco. Comunque, pur prendendo un po’ di più, lì si sono fermate. Magari hanno potuto anche ottenere una buona pensione. Ma lì, lo ripeto, si ferma la vicenda economica da dipendente.

Spero di essere stata abbastanza chiara, e che tu che stai leggendo, in quanto dipendente non ti sia sentita/o sminuita/o. Perché non è un giudizio, quello che cerco di esprimere.

E spero anche che l’espressione fette di culo non ti abbai scandalizzata/o: sono una che divaga, ok! Ma mi piace andare al nocciolo della questione: girala come vuoi, ma sempre di cedere qualcosa di nostro, si tratta.

La cosa bella, però, in tutto ciò è che a) puoi essere dipendente e anche indipendente; b) puoi essere intraprendente anche senza licenziarti rinunciando a quel fisso che, non c’è dubbio, porta sicurezza; c) puoi trovare realizzazione anche personale, avviando una tua attività.

Il vero problema, dell’attività personale, indipendente, è la burocrazia. In Italia soprattutto. Una burocrazia pesante. Che si scontra anche con l’incapacità di dipendenti (pubblici, sempre per essere diretta) spesso rassegnate/i a non poter lavorare funzionalmente, spesso imboscate/i bellamente, sovente entrambe le cose.

Aprire un bar, un negozio nel settore che ti entusiasma, un laboratorio artigiano… oggi come oggi è una tragedia, dal punto di vista finanziario. E, naturalmente, ce la fai a sostenere l’operazione a) se hai capitali a disposizione e b) se evadi: procedure, tasse, regolamenti. Il che non è davvero il massimo cui ambire.

Quindi? Dove voglio andare a parare?

Vado a parare sul fatto che esiste una terza via, per poter avere denaro e soddisfazione. Per realizzare obiettivi professionali e umani. Senza limite ovvero, coi limiti che sono nella tua possibilità, di gestire e superare. E’ una terza via aperta a tutte/i anche se non tutte/i hanno le capacità per intraprenderla. Non subito, magari. Parlo dell’attività di network marketing. naturalmente.

[Segue]