Fare, in modo efficace ed efficiente: ecco il network marketing

Mentre sto procedendo con l’ennesima revisione del volume “Lo strano manuale di ReiKi”, che mi sono imposta di pubblicare definitivamente entro questa primavera, ogni tanto mi distraggo (il lavoro è nel cassetto da 2 anni! Scrivere non è nulla! Correggere, ordinare, rileggere: ecco la vera fatica!) leggendo dati e ricerche sulla mia prima attività, quella di networker con l’azienda n.1 al mondo! 🙂

In Italia esistono due associazioni di categoria, potremmo definirle “Sindacati” del settore vendita diretta. Una, attiva dal 1969, l’altra dal 2010. Raccolgono, tra le proprie associate, aziende di N.M. che corrispondano a determinate caratteristiche e pratiche di serietà e sicurezza, per chi le sceglie in veste di incaricata/o e per chi le sceglie come cliente.

Per motivi professionali (informazione e redazione) conosco meglio Avedisco. Ma da entrambe le parti possiamo dire che ci sia l’intenzione di tutelare collaboratrici/ori, clienti e reputazione aziendale.

Esistono ricerche, monitoraggi economici e finanziari, e tante belle cose, per questo settore. Meno male, perché altrimenti saremmo tutti in balia di quei quattro deficienti che
a) pensano di utilizzare il sistema N.M. per non avere dipendenti da pagare, per non avere punti vendita da pagare, per non avere pubblicità da pagare…
b) pensano di arruolare chiunque, anche zii e nonni, pur di prendere gettoni, ma che l’attività non la costruiscono, fregando con lusinghe e parole assurde (guadagni 5.000€ al mesa senza fare nulla, e via così) chiunque parli con loro.

Vediamo cosa dice, questa ricerca ipsos 2023 sulla vendita diretta, citata da Avedisco!

L’85% dei venditori diretti in Europa è donna

Felice, esperta e qualificata: Seldia e Direct Selling Europe svelano i risultati del sondaggio Ipsos del 2023 sulle incaricate alla vendita diretta europee.

I risultati del 2023 rivelano che L’85% degli incaricati alla vendita diretta in Europa è donna e tre intervistate su cinque rientrano nella categoria di età 45 +. Quasi la metà ( 49% ) è impegnata nella vendita diretta da sette anni o più, indicando un alto livello di esperienza e dedizione. I risultati del sondaggio indicano un forte senso di appartenenza personale tra queste professioniste: 85% di sensibilità connessa ai prodotti o servizi offerti e 82% di allineamento con i valori del marchio e lo scopo dell’azienda. 68% di tutti i venditori diretti europei perseguono la vendita diretta insieme a un’altra occupazione, mettendo in mostra la flessibilità e l’adattabilità di questa attività.

Il sondaggio evidenzia che il contatto diretto di persona tra venditori e consumatori continua ad essere la pietra angolare della vendita diretta europea. Riunioni faccia a faccia e feste a domicilio di persona o dimostrazioni di prodotti rimangono i canali principali attraverso i quali vengono ricevuti gli ordini. Tuttavia, i venditori di età inferiore ai 45 anni hanno maggiori probabilità di riconoscere i social media come un metodo efficace per vendere sia ai clienti nuovi che a quelli esistenti, nonché per la fidelizzazione dei clienti.

Un dato notevole Il 78% dei venditori diretti ha espresso soddisfazione per la propria esperienza complessiva, con solo il 5% di insoddisfazione. Inoltre, il 72% ha dichiarato che la sua esperienza nella vendita diretta ha soddisfatto o superato le aspettative iniziali.

I livelli di istruzione tra i venditori diretti europei sono vari, con il 44% che completa la scuola secondaria ( scuola superiore ), il 12% rimane al di sotto dei livelli primario o secondario inferiore, il 19% ha conseguito una laurea o equivalente e il 20% possiede un master o equivalente.

Oltre ai guadagni finanziari, le persone intervistate hanno riconosciuto significativa la crescita personale derivante dalle loro attività di vendita diretta. La maggior parte degli intervistati ha affermato che la vendita diretta li ha aiutati a migliorare le proprie capacità interpersonali ( 77% ), autostima e fiducia ( 74% ) e capacità commerciali, gestionali e di vendita ( 72% ).

[Fonte online ipsos.com]

Perché ho voluto pubblicare questo articolo?

Sai quante persone odiano il proprio lavoro? Oppure quante persone ci sono che, pur amando il proprio lavoro, si sentono sfruttate? Che ogni santo giorno vanno al lavoro svogliate, per loro stessa ammissione facendo poco e nulla, tanto non sono motivate? Che, capaci e altere, svolgono con soddisfazione economica e professionale un lavoro che amano, ma non hanno tempo nemmeno per parlare con le persone che amano? Eccetera.

Oggi, in un Paese poco organizzato, con un salario minimo che non c’è e con una prospettiva sempre più squalificata di lavoro, e di lavoratori sempre meno capaci, meno preparati, meno disponibili a lavorare per 3€ lordi/ora, milioni di persone, uomini e donne, potrebbere intraprendere un cammino semplice, seppur non banale, verso la propria soddisfazione. Personale, economica, sociale, emotiva.

Eppure, quando incontro qualcuno, per presentare l’attività meravigliosa che svolgo, per illustrare i numerosi vantaggi che porta, per presentare il piano guadagni solido, sicuro, stimolante ecc. l’atteggiamento che scorgo, innazitutto è di chiusura. Dubbio, incredulità e, persino, attaccamento a ciò che si conosce già, anche se fa schifo, o non piace, o non lo si desidera.

Se anche per te sarebbe bello, poter avere un’entrata economica in più. Poter svolgere un’attività in un ambiente che ti sostiene, che ti aiuta, che ti mostra come fare. Poter avere una prospettiva economica illimitata E soprattutto da lasciare in eredità ai tuoi figli, CONTATTAMI!

Se vivi a Catania, come a Bolzano posso mostrarti questa attività, questa azienda.

Per cominciare, possiamo sfruttare piacevolmente i mezzi digitali!

Non sono sicura che tu sia la persona più adatta a questa attività, come non lo sei tu.

Proprio per questo dobbiamo parlarne. 🙂 Tu mandami un messaggio. Anche ora. Ti rispondo appena lo vedo!