Cosa leggere nella bolletta.

Energia elettrica, gas ma anche acqua. Ci sono voci che, più di altre, dobbiamo controllare OGNI VOLTA che riceviamo la fattura per l’energia (luce e gas) o l’acqua.

Perché quelle voci sono le uniche sulle quali possiamo intervenire. Infatti, come già avrai sentito accennare, molte delle voci di spesa presenti in bolletta SONO STABILITE per Legge. In un certo senso sarebbe anche giusto: non possiamo pensare di pagare solo la materia energia, per esempio.
Perché, per giungere sino ai nostri interruttori o alle nostre prese (di casa come di negozio, ufficio, laboratorio, magazzino ecc.) gli elettroni devono necessariamente

  • a) essere prodotti,
  • b) essere trasformati,
  • c) essere trasportati.

E ciò accade grazie a chi ha costruito e gestisce gli impianti di produzione (purtroppo ancora TROPPI producono bruciando gas o carbone, quindi fonti non rinnovabili, quindi fortemente inquinanti, ma questo lo approfondiremo in altri articoli), a chi provvede a mantenere in funzione, efficaci e manutenti, gli impianti, la rete fatta di trasformatori, cavi e piloni per l’alta tensione, cavi e pali per la bassa tensione ecc.

Dunque, è giusto remunerare anche questa parte, senza la quale non potremmo disporre di tutta l’energia che usiamo. Peccato, però, che ci siano molte, troppe davvero, voci in bolletta che non corrispondono al giusto. Per esempio, le perdite di rete, le tasse sulle tasse, il Canone RAI e molti altri piccoli costi (tanto, è la somma che fa il totale!).

La “perequazione generale” è stata introdotta dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA) allo scopo di equilibrare i maggiori ricavi conseguiti o i minori costi sostenuti dalle imprese di distribuzione o di vendita, per la fornitura di specifici servizi, a seguito dell’introduzione di un’unica tariffa a livello nazionale, tenendo conto delle specifiche caratteristiche di ciascuna impresa.


La finalità dei meccanismi perequativi è pertanto quella di compensare eventuali scostamenti, nei ricavi o nei costi, che non dipendono dall’efficienza delle imprese, ma sono piuttosto imputabili a fattori esogeni (ad esempio: caratteristiche della aree o della clientela servita), nonché all’effettiva consistenza delle infrastrutture gestite.

cit. Portale Istituzionale CSEA

Tornando alle cose pratiche, considerando che i distributori locali (cioè le aziende che detengono il possesso e la gestione anche dei contatori, e che DOVREBBERO fornire i dati dei consumi OGNI MESE, ma che invece, per Legge, possono farlo anche solo due volta all’anno (in particolare è il caso dell’acqua) non pare abbiano in gran considerazione questa parte di propria attività :-/ dobbiamo innanzitutto

  • controllare i KWh che ci vengono fatturati, che siano in trend con i consumi nostri soliti. In caso contrario dobbiamo verificare le regioni di consumi diversi.
  • fare l’auto lettura ogni mese, comunicandola al nostro fornitori (con PEF Power si può fare sul sito, con sms e WhatsApp).
  • trovare il costo, per KWh che ci viene fatto pagare
  • trovare il costo per la gestione dell’utenza che ci viene fatto pagare.
  • assicurarci che sia dichiarata la reale tipologia di utenza per la quale utilizziamo la fornitura. Tasse e quote variano, infatti, a seconda che si tratti di un’utenza domestica residente o altri usi. Per esempio.

Ma, sopra a tutto, più urgentemente di tutto quanto sopra indicato, è necessario vi facciate seguire da un* professionista, affinché una volta trovati i dati che vi ho indicato, vi possa aiutare a scegliere le migliori strategie, quelle che meglio si adattano alle vostre esigenze di consumo, per ottimizzare e risparmiare.

Basta un messaggio, anche solo per farti richiamare. Da questo dipendono molti, tanti soldi che puoi tenere per la tua famiglia, anziché regalarli col mal di pancia ad aziende che non offrono nemmeno un servizio decente.

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